PerCorsi EstraVaganti
associazione culturale
progetti culturali ed espositivi

Via Alessandro Serpieri 17 47921 Rimini Tel. 0541 50510
percorsiartecontemporanea@gmail.com

link




MOSTRE 2012

- Cartolina, gennaio febbraio

- liber, gennaio

-----------------------------------------

MOSTRE 2011

- angeli alla riscossa

- in absentia, maggio

- aracne. narrazione delle origini, aprile

- aracne. respiro dell'anima, marzo

-----------------------------------------

MOSTRE 2010

- instabilità del segno, dicembre

- seduzione del segno, dicembre

- poemi quotidiani, novembre

- citycolor, ottobre

- storie di lupi e lepri, ottobre

- amor sacro, luglio agosto

- amor proprio, agosto

- 4minuti nella mia testa, maggio

- approdi di sogno, maggio

- materia e memoria, febbraio

-----------------------------------------



 
 
 
 

mostre di arte contemporanea

Galleria

gallerialogo

-------------------------------------------------------------------------------------------------

anno 2012

 

Cartolina
Installazione di Luca Giovagnoli

Anteprima della mostra che si inaugura in AQUA Hotel domenica 22 gennaio (www.ospitalarte.it)

Il tempo lascia tracce nei nostri cassetti, dove si rifugiano momenti remoti e densi di vita. Cartoline, foto, polverosi ritratti, frammenti di un vissuto che sedimenta forme e colori di vita familiare e sociale.
Luca Giovagnoli ne cattura le ombre e le trasporta su tela, nei potenti olii di densità materica, lavori che la Galleria Percorsi ospita fino al 9 febbraio.


Luca Giovagnoli

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP



 

LIBER
Roberta Casadei

26– 14 gennaio 2012

Dal 26 dicembre al 14 gennaio sono in mostra opere di Roberta Casadei di raffinata e sensuale bellezza, in cui l'azione artistica lavora una materia di opalescente trasparenza.

La passione per la letteratura si condensa in una superficie di cera levigata come pelle pittorica. Incastonando testi antichi come gioielli, l'artista crea nuove geografie letterarie, luminosi palinsesti della memoria.

Frammenti di pagine, di testo, di tessuto ri-create come a far rivivere una delle verità della scrittura: il suo voler nascondere ciò che le è affidato.


Roberta Casadei

Roberta Casadei è nata a Rimini, dove vive. Si è laureata in Lettere all’Università degli Studi di Urbino. La letteratura è rimasta una passione costante, lettura e scrittura azioni vitali. Nei suoi lavori ci sono scorte di parole, nascoste o ri-velate sotto la cera. La tecnica usata nella maggior parte dei lavori: tecnica mista, collage, cera su tavola. La cera viene lavorata con spatole per ottenere una maggiore o minore trasparenza.

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 


anno 2011

 

ANGELI ALLA RISCOSSA
Simona Rinciari

10– 24 dicembre 2011
dal mercoledì al sabato, ore 10 -12, 17 -19

Un divertente, ironico gioco che gli irriverenti e dolcissimi Angeli dell’arte ingaggiano con i miti dell’arte contemporanea


Simona Rinciari, l'Angelo fa pipì nel poissoir di Marcel Duchamp

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

 

IN ABSENTIA
Maurizio Giuseppucci

7 – 28 maggio 2011
dal mercoledì al sabato, ore 10 -12, 17 -19

La mostra presenta una selezione di opere per tentare qualche considerazione sul presente, pur “in absentia” di determinati momenti del nostro passato, a volte apparentemente marginali o minori e costantemente rimossi dalla coscienza collettiva. Il lavoro di Maurizio Giuseppucci nasce dal montaggio di materiale già informato da altri: Archivi pubblici e privati, in dialogo con alcuni segni del contemporaneo. L’intervento artistico è quindi spesso ravvisabile unicamente in una sorta di postproduzione concettuale. L’atto del rammemorare, di ospitare il passato si fa strada dentro frammenti di identità nazionale, allude alla loro natura politica, senza pretendere però di svolgerne la critica in termini complessivi e storici. Quello che si vorrebbe suggerire è tutt'al più la necessità di tornare a posare lo sguardo su brani di memoria e di esistenza ancora in grado di porci ‘in questione’.

Testo critico di Antonio Marchetti


Maurizio Giuseppucci

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

 



Aracne. Narrazione delle origini
Maria Cristina Ballestracci - Marina Buratti
Paola Filipucci - Monica Pratelli

Contributo poetico su catalogo di
Isabella Bordoni

9 – 30 aprile

Inaugurazione: sabato 9 aprile, ore 18

Breve intervento musicale con arpa celtica
di Nicola Matteini, ore 19

Preziosa e didascalica è la seconda mostra del progetto Aracne.
La bellezza, come l’oro e le gemme nascoste nella profondità della terra, è misteriosa e insondabile, attrae alla sua fonte generosa, ha la materialità erotica delle cose viventi e l’ineffabilità del simbolo. Per raccontare l’origine bisogna sapere andare e tornare da quel luogo, sapere tenere collegamenti con le proprie memorie, illustrare l’esperienza di questi vissuti. Con queste premesse, le artiste si sono assunte un compito arduo e affascinante e i loro lavori si sono riverberati nel progetto, con la piacevole rivelazione di una mirabile sintonia.

Potente è la presenza del rosso nella mostra, che insieme al bianco e al nero, stigmatizza cromaticamente il lavoro di alto contenuto spirituale, intuitivo e poetico di Monica Pratelli. Colori alchemici, essi definiscono discesa, morte e rinascita dell’umana vicenda. Un antico e sontuoso abito da sposa su cui l’artista ha ricamato simboli e segni del suo universo mitico, sancisce il senso di svolta, tra morte e vita, legami e futuro, della femminilità. Segni e simboli di arcaiche mitologie sono presenze permanenti che con nomi e trame diverse svelano l’universo ancestrale femminile di ogni luogo e tempo; per l’artista, l’elemento autobiografico si salda all’universo archetipico in questa opera a cui ha dato il titolo suggestivo di “I am a lost child”. Pratelli ha madre inglese, e fertile e ricco di rimandi a quella cultura è il lavoro di collegamento e significazione lasciato dal suo ago laborioso. I ricami, come gocce di poetico afflato, svelano il percorso della memoria e del destino umano, attraverso le emozioni e i sentimenti della fragilità e della perdita, del dolore e della malinconia, trasfigurati in commovente bellezza.

Il lavoro di Paola Filipucci si srotola sorprendentemente su una vecchia tela di canapa grezza in cui sono incastonate ed intessute cascate di tessere musive, pietre preziose e piccoli suggestivi mirabilia, auree e smerigliate reminiscenze. La tessitura mobile, “srotolamento” flessibile e ondeggiante, originale soluzione creativa, racconta la vita dell’artista e i suoi momenti salienti in un linguaggio di segni e grafemi, di colori ed emozioni, di ritmo musicale e vibrante battito cardiaco. La luce radente sbalza le tessere e accende di scintille volatili il fuoco della passione che irradia la narrazione e danza sulla materia fiammeggiante. Congiunzione tra materia e simbolo, la tela musiva esce dalle mani dell’artista precipitando come fusione dal crogiuolo chimico dell’arte, rappresentazione della moltitudine racchiusa nella vita e del suo ondeggiante divenire.

Arcane ombre scarlatte per Marina Buratti, che nel video “Mejsinoire” rammenta la bisnonna materna piemontese, che con erbe e antiche pratiche rituali curava i malanni e i dolori della vita. La discesa alle Madri come forma di cura è pratica comune in ogni cultura; ricordiamo come nei rituali coreutici del tarantismo, residui antropologici del mito di Aracne, il ritmo ipnotico e trascinante, dissennato, dionisiaco della musica esprime anche l’abbraccio corale e il conforto delle donne e di tutta la comunità per la povera tarantata. In Buratti, la narrazione delle origini sulla linea materna, di un femminile arcano che dà conforto e cura, incede con immagini di una ipnotica reverîe. Tempo e materia sembrano dissolti in un medium informe e indifferenziante, senza limiti e contorni, rosse dissolvenze nebbiose che aprono l’ingresso ad uno spazio senza orizzonti, verso la propria più intima essenza.

Nei “relitti” di Maria Cristina Ballestracci, si cristallizza l’imperfezione e l’azione del tempo, restituendo bellezza e dignità alle piccole cose smarrite nella moltitudine degli spazi, trascinate dalle onde su spiaggie sassose battute dal vento. Cose casualmente scoperte dallo sguardo rabdomante dell’artista, rivivono trasformate in misteriosi oggetti. L’artista intende rivelare in loro un significato più profondo, lirico e dimenticato, ponendoli in dialogo con la pittura e la poesia e con la rete di relazioni che accompagnano affettivamente la sua vita. Incastonati nella cornice di parole poetiche, rinascono in loro nuovi significati che si intrecciano con il vissuto misterioso e ormai perduto dei luoghi originari. Sono reliquie lasciate dal mare, il continuo, il vasto, l’instabile luogo delle origini, la liquida forma dell’indifferenziato. Una magia piena di grazia e silenzio, ma se ci si avvicina si può sentire ancora la sua voce.

 


-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

Aracne. Respiro dell’anima
Silvia Camporesi - Dacia Manto

dal 12 marzo al 2 aprile 2011
dal mercoledì al sabato, ore 10 – 12, ore 17 - 19

Nella sequenza fotografica di Silvia Camporesi “Stato nascente”, il corpo prende forma di misteriosa, mobile luce setosa e delicato cromatismo. Venendo al mondo, la bellezza si contamina con il dolore; rinunciando all’assoluto, diviene una Lebendige Form, forma vivente. Camporesi rende in modo visivo la misteriosa quiete aurorale della emersione e la forma nascente della soggettività. La pulsione vitale prende forma e movimento dal centro di sé espandendosi in un respiro di impregnante spiritualità. Le forme si offrono come inediti sguardi sulla interiorità: il drappeggio delle fotografie è un setoso corrusco manto di amniotica fluidità, la mobilità acquatica del video contiene la forma vivente nel suo germinale ansito, quasi una preghiera sulla soglia del mondo.
Nelle opere di Dacia Manto, un mondo si apre allo sguardo ammaliato di chi lo percorre e si viene misteriosamente coinvolti e avvinti nell’intricato e complesso, profondo e denso intreccio dei grandi disegni. La superficie del supporto, lavorata a grafite e per levare di cancellazioni, si dilata in una profondità di sfondo dove brulica una vita piccola e misteriosa; angoli, anfratti, remote evanescenze tratteggiano un percorso nella natura che vive la sua palpitante morfogenesi, tra occhi di luce che guardano, presenze misteriose in un silenzio di selva. Nel video Asterina, il germinale palpito della natura boschiva nasce in commoventi, delicate e lussureggianti fioriture di forme, nel continuo loro dissolversi, trasformarsi e rigenerarsi.


Dacia Manto


Silvia Camporesi

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

anno 2010

 

Instabilità del segno
Francesco Geronazzo e Nico Mingozzi
con
Antonio Marchetti e Franco Pozzi

 
18 - 31 dicembre 2010
aperto dal lunedì al sabato, ore 17 - 19

Le opere di Francesco Geronazzo, incisore, pittore e scultore, proposte per la prima volta dalla galleria, colpiscono per il fascino che emana dall’uso degli inchiostri su supporti cartacei, che concorre a formare dense strutture di segni, dando forma ad opere originali e pezzi unici con effetti di grande raffinatezza.

Per la prima volta in galleria, una serie di opere di Nico Mingozzi, "Scorci violati", elaborate a partire da vecchie fotografie, bambini e adulti in posa in studio fotografico, gruppi familiari celebrativi, su cui l’intervento dell’artista ha lasciato tracce come ectoplasmi che narrano la loro vita e scomparsa, vanitas dissacrante di un tempo perso nella cesura del tempo.

Franco Pozzi si nutre di rimandi che legano l’immaginario dell’artista con l’archivio incommensurabile depositato nelle memorie della storia dell’arte.

Le città visibili di Antonio Marchetti raffigurano in forma espressiva composita e ironica percorsi intellettuali che hanno accompagnato l’artista nei luoghi della memoria diventando lussureggianti, di forma e colore, sguardi e  letture inedite della città.

instabilitadelsegno
Francesco Geronazzo

instabilitàdelsegno
Nico Mingozzi

instabilitàdelsegno
Antonio Marchetti

instabilitàdelsegno
Franco Pozzi

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

Seduzione del segno
Andrea Mariconti e Domenico Grenci
con
Angelo Borgese e Takeshi Furuya

Avendo gran disìo
Dipinsi una pintura
Bella, a voi somigliante
E quando voi non vio
Guardo in quella figura
E par ch'eo v'agia avante.

(Jacopo da Lentini; XII-XIII secolo)

4 - 24 dicembre 2010
dal lunedì al sabato, ore 17 - 19

La Galleria Percorsi propone, in dialogo con le opere di Andrea Mariconti e Domenico Grenci, opere di Angelo Borgese e Takeshi Furuya.
Il lavoro sull'immagine femminile e sul ritratto interiore caratterizza i percorsi degli artistii che, con mezzi diversi e una particolare e personale sensibilità, giunge ad esiti di  bellezza e spessore, nel segno sensuale del tratto.

seduzionedelsegno
Andrea Mariconti

seduzionedelsegno
Domenico Grenci

seduzionedelsegno
Angelo Borgese

seduzinedelsegno
Takeshi Furuya

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

Poemi quotidiani
di Leonardo Sonnoli

dal 6 al 27 novembre 2010
dal lunedì al sabato, ore 16 - 19,30
 
 “Non è tanto importante quello che si può vedere in questa mostra, quanto quello che lo spettatore potrà vedere e riconoscere poi, nella vita di ogni giorno” dichiara il designer Leonardo Sonnoli (www.sonnoli.com) in merito all’esposizione che la galleria Percorsi/Arte contemporanea di Rimini gli dedica dal prossimo 6 novembre.
Poemi quotidiani - ideata con la collaborazione di Irene Bacchi - è infatti una raccolta di oggetti e testi che appartengono al quotidiano di ciascuno di noi e allo spazio pubblico in generale. È la loro rielaborazione ironica, e talvolta enigmistica, a trasformarli in arte, svelando quanta poetica possa esprimersi nella casualità delle relazioni e nella banalità della routine.
La fila al supermercato può essere dunque vissuta come un’esperienza bellica, mentre gli scontrini per il turno al banco del salumiere possono guidarci verso un destino inatteso. E se le locandine dei giornali quotidiani ci offrono una surreale e forzata rappresentazione del luogo in cui viviamo, i resti delle bustine di zucchero abbandonati sui banconi dei bar riacquistano la dignità di dolci parole di una poesia in quartine, così come le gomme da masticare, e poi masticate, costruiscono un dialogo sulla bellezza a cavallo tra l’astrattismo geometrico e l’informale astratto. 

Alla vernice della mostra (ore 19.00) dj set di Nicoletta Magalotti, alias NicoNote, artista riminese che ha sviluppato un suo personale linguaggio tra musica e performance. Il suo ultimo progetto “Rhapsody (or Alphabet Dream)” è stato presentato alla Fondation Cartier per l'Arte Contemporanea di Parigi.

poemiquotidiani
Leonardo Sonnoli

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

Citycolor
di Antonio Marchetti

dal 9 al 30 ottobre 2010
dal lunedì al sabato, ore 16 - 19,30
 
Parafrasando il titolo di un famoso libro di Rem Koolhas (S,M,L,XL),  questi ultimi lavori di Antonio Marchetti sono internamente attraversati da piccole scatole pittoriche, scandite dalle taglie Small, Medium, Large, Extralarge, e che forse potrebbero sintetizzare concettualmente l'intera mostra. Le città pittoriche di Marchetti, caratterizzate da un accentuato cromatismo e spesso realizzate in forma di maquettes o con manipolazioni tridimensionali, abbracciano un arco temporale assolutamente immaginario che va dal neorealismo dello strapaese e delle periferie urbane ed industriali – tutte italiane –  alle global city e al delirio metropolitano. Il tutto, così come Marchetti da tempo ci ha abituato, intriso di sottile ironia e invito al gioco. Un invito al gioco che si fa inevitabilmente autoironico, rendendo  plausibile questa pittura ed il suo sguardo agli old masters quali Mario Sironi, Paul Klee, Alberto Savinio sino ad un serpeggiante e sorprendente Ludwig Meidner. Occhio ai titoli delle opere, che per Marchetti svolgono la funzione di specchi letterari.

citycolor
Antonio Marchetti

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP


Storie di lupi e lepri
di Roberto Paci Dalò

opere su carta e audio

"Storie di lupi e lepri" è composta da una selezione di circa cinquanta disegni creati a Napoli nel 2009. Lavori che parlano di lupi, lepri ma anche di umani, con grandi occhi spalancati che si osservano e creano storie. I disegni apparentemente infantili fanno in realtà parte del processo creativo dell'artista che costantemente utilizza il disegno per elaborare progetti realizzati successivamente in territori e discipline diversi.
Disegno come magnifica ossessione. Piccolo quaderno nero sempre a portata di mano e un kit di matite, china, acquarelli costantemente presente in viaggio. Una pratica cartografica di mappatura quotidiana.
Altri lupi, ben più inquietanti vengono evocati in mostra attraverso l'installazione suono "Werwolf". In questo caso, i lupi sono invece evocazione di una sconcertante guerriglia partigiana nazista contro gli alleati nell'ultimo periodo della seconda guerra mondiale. Il progetto "Werwolf" è basato su documenti della radio nazista ed è stato ideato a Berlino su invito della Internationale Heiner Müller Gesellschaft.
Martedì 19 settembre alle ore 21, conversazione in galleria con l'artista.


storiedileprielupi

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

AMOR SACRO
Luca Freschi, Andrea Guastavino, Federico Guerri, Simone Pellegrini, Franco Pozzi, Massimo Pulini
a cura di Sabrina Foschini e Alessandro Giovanardi

inaugurazione 9 luglio ore 21
aperta fino al 30/7

Sei sguardi contemporanei riuniti a collana intorno al concetto dell’amor sacro, inteso come tensione verso il territorio limite del fascinoso e tremendo, esperienza universale al di là delle appartenenze filosofiche o religiose, e campo eletto dall’arte nei secoli.
Le opere degli artisti invitati, abitano dimensioni arcane, dischiuse nella cifra dell’invisibile e del carnale, del silenzioso e del violento e prendono forma di ex voto laici offerti alla mensa dell’immemorabile. Sono reliquie artistiche di un agone personale e appartato con l’angelo (o col demone) della bellezza, figura sottile e conflittuale dell’ispirazione creativa.

Eventi collaterali:

23 luglio ore 21
Eros e Agape/Spirito e carne nella pittura antica
conversazione con Alessandro Giovanardi

30 luglio ore 21
Battiti
lettura poetica di Sabrina Foschini e installazione di Franco Pozzi


amorsacro

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

AMOR PROPRIO
Enrico Azzolini, Lucia Baldini, Giovanni Blanco, Lorenzo Di Lucido, Massimiliano Fabbri, Monica Pratelli
a cura di Sabrina Foschini e Alessandro Giovanardi

inaugurazione 6 agosto ore 21
aperta fino al 27/8

“Amor proprio” è la seconda collettiva che fa da eco imprecisa a quella dedicata all’amor sacro.
Saltando il facile rimbalzo del profano, nell’abbraccio allegorico di celebri dipinti rinascimentali, si è preferito spostare l’attenzione dall’abisso dell’essere originario, a quello intimo dell’animo e della memoria individuale. Il tema della mostra dunque s’incentra e s’incunea nell’intenzione dell’autoritratto e della biografia familiare, del ricordo e del tempo. In questa occasione si giunge quindi ad un serrato scandaglio dell’ego, ad una battaglia con lo specchio, ulteriore dimensione demonica, legata da tutti i tempi al romanzo dell’artista demiurgo.

Eventi collaterali:

13 agosto ore 21
Questioni di faccia: tra dignità e vanità
Conversazione con Paolo Fabbri

20 agosto ore 21
Raffigurare Isole di sé, in un riflesso d’ombre
Conversazione con Rosita Lappi


amorproprio

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

due video di Alessia Travaglini
4 minuti nella mia testa

Nella mia mente c'è la mia storia. Sulla mia testa gli oggetti, gli affetti, i concetti e i simboli della mia vita. Questo è il caos e il turbinare dei miei pensieri.

Web(self)portrait
Il progetto "web(self)portrait" è nato dal desiderio di "visualizzare" me stessa.
Dopo aver realizzato il primo video (self)portrait ho pensato: "perchè non condividerlo e creare un'opera interattiva composta da faccie, espressioni e persone provenienti da tutto il mondo?". In generale le "persone di ogni giorno" si vedono in un determinato modo e la maggior parte di esse non si guarda affatto, "troppo occupate a vivere"…L'obbiettivo di una camera e lo specchio del nostro bagno hanno lo stesso potenziale, entrambi parlano senza parlare... Rivelano i segreti della nostra identità e il nostro stato d'animo nel momento in cui li affrontiamo. Loro danno l'opportunità di descriverci, interpretarci, scoprirci profondamente. Il motivo del mio progetto è chiaramente questo. Il progetto si sviluppa in due parti. Nella prima parte ho chiesto ad artisti e musicisti di farsi un autoritratto video. La seconda parte del progetto prevede invece una mia rielaborazione sensoriale dei ritratti, sto creando così un unico ma molteplice (auto)ritratto.

 

quattrominutinellamiatesta
Alessia Tagliavini

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

Approdi di sogno
di Alberto Storari
A cura di Rosita Lappi
con testo critico su catalogo di Emanuele Beluffi

29 maggio / 26 giugno
Inaugurazione sabato 29 maggio ore 18
Orari: dal lunedì al sabato, ore 11-12,30 / ore 17-18,30

L’allestimento accoglierà una quindicina di opere di medie e grandi dimensioni che ripercorrono la ricerca più recente dell’artista bolognese sui temi della fascinazione della bellezza e della memoria.
La letteratura e la iconografia romantica ci hanno lasciato immagini impregnate di simboli archetipici della lotta dell’umanità nel suo transitare burrasche e tempeste della vita. Il naufragio è l’elemento romantico per eccellenza e i colossi spiaggiati di Alberto Storari, antagonisti della decadenza, contraltare del passato, residui spettrali di ciò che era, tradiscono una fascinazione per la dimensione romantica. Il pensiero corre a Friedrich e Turner, ma il rapporto di Storari con la materia riattualizza codesta fascinazione romantica, tutta proiettata su una superficie pittorica ricca, fatiscente, decadente e vissuta, da cui affiora un elemento ancestrale, come sopravvenisse al di sopra di una rete damascata di pensieri. Una superficie che rappresenta un percorso, una storia, una memoria sottopelle che interferisce con la pittura. È la nostalgia della presenza e lo stupore l’interpretazione semplice di questi relitti fossilizzati, carghi di memorie ed esperienze che serbano come in un sarcofago la reminiscenza del passato.
I soggetti delle opere di Storari non hanno dei punti di riferimento, sono esperienze di sperdimento in un campo senza limiti. La loro dissolvenza nebbiosa sembra aprire l’accesso ad un altrove dove si può perdere la fragile barca della nostra esistenza. Se nei grandi relitti il soggetto sembra aprirsi un varco tra nebulose memorie d’infinito, nelle opere realizzate su volatili e delicate veline un restringimento di campo sembra oscurare, dall’esterno all’interno, il campo visivo del ricordo, chiudersi sulle tracce di territori percorsi nella luce e nel desiderio. La loro ricchezza polisemica si fa puro valore estetico. Ciò che affascina delle opere è la loro densità, questo andare dalla superficie delle cose alla profondità e ritorno, come schiuma di un mare in movimento, un inesauribile lavoro sull’emergere del significato, tra le impalcature damascate della memoria. Quanto accade nel loro nucleo espressivo non attinge ormai più al mondo esteriore ma a esperienze interiori di vuoto, solitudine meditativa e silenzio. E di attesa. Come il mitico Rex di felliniana memoria che passando nella notte nebbiosa sorprende il nostro sonno di antiche attese, così i sogni si allontanano sullo sfondo. Dovremo attenderne ancora e ancora il ritorno, come felice approdo da un sogno.


approdidisogno
Alberto Storari

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP

 

Materia è memoria
il ritratto come percezione della realtà

con
Domenico Grenci
Andrea Mariconti
Erich Turroni

a cura di Emanuela Agnoli

saranno presentate le seguenti conferenze:

Sabato 6 febbraio
ore 18.00
Umbra, spectrum, speculum
l'immagine sulla soglia
intervento di Lorella Barlaam

Sabato 13 febbraio
ore 18.00
Stefano Ferrari presenta il libro di Sara Ugolini
Nel segno del corpo: origini e forme del ritratto
"ferito". Sarà presente l'autrice.

materiaèmemoria
Domenico Grenci

materiaèmemoria
Andrea Mariconti

materiaèmemoria
Erich Turroni

-------------------------------------------------------------------------------------          TOP


 
 

"Cartolina"
Installazione di Luca Giovagnoli

Anteprima della mostra che si inaugura in AQUA Hotel domenica 22 gennaio (www.ospitalarte.it)
Il tempo lascia tracce nei nostri cassetti, dove si rifugiano momenti remoti e densi di vita. Cartoline, foto, polverosi ritratti, frammenti di un vissuto che sedimenta forme e colori di vita familiare e sociale.
Luca Giovagnoli ne cattura le ombre e le trasporta su tela, nei potenti olii di densità materica, lavori che la Galleria Percorsi ospita fino al 9 febbraio.